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Art. 2 - Successione di leggi penali.

Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso

Art. 3 - Principio della riserva di codice

L'articolo 3-bis pone il principio della riserva di codice

Art. 6 - Reati commessi nel territorio dello Stato

Il reato si considera commesso nel territorio dello Stato quando l'azione o l'omissione che lo costituisce è avvenuta in tutto o in parte nel territorio dello Stato ovvero ivi si è verificato l'evento che ne è la conseguenza

Art. 11 - Rinnovamento del giudizio

Se un cittadino o uno straniero ha commesso in Italia un reato per il quale è già stato giudicato all'estero è giudicato nuovamente in Italia, a richiesta del Ministro della Giustizia

Art. 32 - Interdizione legale

Il condannato alla reclusione è in stato d'interdizione legale se l'esecuzione della pena è per un tempo non inferiore a cinque anni

Art. 32quinquies - Casi nei quali alla condanna consegue l’estinzione del rapporto di lavoro o di impiego.

La condanna al reato di peculato può comportare l'estinzione del rapporto di lavoro o di impiego nei confronti del dipendente di amministrazioni

Art. 34 - Decadenza dalla potestà dei genitori e sospensione dall’esercizio di essa

La condanna per delitti commessi con abuso della responsabilità genitoriale importa la sospensione dall'esercizio di essa per un periodo di tempo pari al doppio della pena inflitta

Art. 40 - Rapporto di causalità

Il soggetto attivo che non impedisce un evento, è responsabile quando ha l'obbligo giuridico di impedirlo

Chi non impedisce un evento che ha l'obbligo giuridico di impedire è punibile poiché non impedire l'evento equivale a cagionarlo

Art. 41 – Concorso di cause

Il rapporto di causalità tra condotta ed evento NON viene meno per effetto del concorso di cause preesistenti, anche se indipendenti dalla condotta, attiva od omissiva, del colpevole

In materia penale, il concorso di cause preesistenti, simultanee o sopravvenute consistenti nel fatto illecito altrui NON esclude il rapporto di causalità fra condotta ed evento, tranne l'ipotesi in cui le cause sopravvenute consistenti nel fatto illecito altrui sono state da sole sufficienti a determinare l'evento

Art. 42 - Responsabilità per dolo o per colpa o per delitto preterintenzionale. Responsabilità obiettiva.

Un soggetto NON può essere punito per un delitto se non lo ha commesso con dolo, salvo i casi di delitto preterintenzionale, di delitto colposo e di responsabilità oggettiva espressamente previsti dalla legge

Art. 53 - Uso legittimo delle armi.

NON è punibile il pubblico ufficiale che, al fine di adempiere un dovere del proprio ufficio, ordini di far uso delle armi quando vi è costretto dalla necessità di impedire la consumazione del delitto di rapina a mano armata

Il pubblico ufficiale non è punibile se, al fine di adempiere un dovere del proprio ufficio, fa uso di un mezzo di coazione fisica, costretto dalla necessità di impedire la consumazione del delitto di:

sequestro di persona

NON è punibile il pubblico ufficiale che, al fine di adempiere un dovere del proprio ufficio, ordini di far uso delle armi quando vi è costretto dalla necessità di impedire la consumazione del delitto di strage ovvero omicidio volontario

Art. 54 - Stato di necessità

Lo stato di necessità si configura come una causa di esclusione del reato

Art. 56 - Delitto tentato

La desistenza dall'azione delittuosa è una causa di estinzione del delitto tentato, eccezion fatta per gli atti compiuti che costituiscono per sé un reato diverso

Art. 59 - Circostanze non conosciute o erroneamente supposte

Se, nella commissione di un reato, l'agente ritiene per errore che esistano circostanze attenuanti, queste non sono valutate a suo favore

Le circostanze che aggravano la pena sono valutate a carico dell'agente, ma soltanto se da lui conosciute o ignorate per colpa o ritenute inesistenti per errore determinato da colpa

Se il soggetto attivo di un reato ritiene per errore che esistano circostanze aggravanti o attenuanti queste non sono valutate contro o a favore dell'agente

Le circostanze che escludono la pena sono valutate a favore dell'agente anche se da lui non conosciute

Nella commissione di un reato, l'agente ritiene erroneamente che esistano circostanze aggravanti. Queste ultime non saranno valutate a suo carico

Art. 61 - Circostanze aggravanti comuni

Le circostanze del reato sono Elementi accidentali che incidono sulla pena ma non sull'esistenza e sulla natura del reato

L'art. 61 del Codice Penale prevede che aggrava il reato l'aver tentato di aggravare le conseguenze del reato commesso

E’ una circostanza aggravante del reato l'aver profittato di circostanze di persona tali da ostacolare la privata difesa

Art. 62 - Circostanze attenuanti comuni

Per "circostanza aggravante o attenuante" del reato si intende l'elemento accidentale che incide sulla pena ma non sull'esistenza e sulla natura del reato

Ai fini del calcolo della pena, le circostanze attenuanti generiche sono sempre valutate come una sola circostanza

La riparazione del danno prima del giudizio è una circostanza attenuante comune

L'essere concorso a determinare l'evento, insieme alla condotta del colpevole, il fatto doloso della persona offesa costituisce una circostanza attenuante comune

Se non è elemento costitutivo del reato o circostanza attenuante speciale, l'aver reagito è un'attenuante, se si è reagito in stato d'ira determinato da un fatto ingiusto altrui

Art. 65 - Diminuzione di pena nel caso di una sola circostanza attenuante.

Quando ricorre una circostanza attenuante e non è dalla legge determinata la diminuzione di pena, alla pena dell'ergastolo è sostituita la reclusione da 20 a 24 anni

Art. 66. Limiti degli aumenti di pena nel caso di concorso di più circostanze aggravanti

In caso di concorrenza di più circostanze aggravanti, la pena della reclusione, da applicare per effetto degli aumenti, NON può comunque eccedere gli anni trenta

Art. 70. Circostanze oggettive e soggettive

Il Codice Penale qualifica come circostanze oggettive del reato quelle che concernono tra l’altro la gravità del danno e l'oggetto dell'azione

NON costituisce una circostanza oggettiva del reato l'intensità del dolo

Art. 99 - Recidiva

Si ha la recidiva quando un soggetto commette un reato dopo essere stato condannato con sentenza definitiva e irrevocabile per un altro reato

Art. 101 - Reati della stessa indole.

I reati sono, tra l'altro, considerati della stessa indole quando violano la stessa disposizione di legge e presentano caratteri fondamentali comuni

Art. 150 - Morte del reo prima della condanna

La morte del reo, avvenuta prima della condanna estingue il reato

Art. 151 - Amnistia

L'amnistia propria è una causa estintiva del reato

I recidivi NON possono beneficiare dell'amnistia, salvo però che il decreto disponga diversamente

L'amnistia NON è applicabile ai delinquenti professionali, salvo che il decreto disponga diversamente

I delinquenti abituali o professionali o per tendenza NON possono beneficiare dell'amnistia, salvo che il decreto disponga diversamente

L'amnistia NON è applicabile anche ai delinquenti per tendenza, salvo che il decreto disponga diversamente

L'estinzione del reato per effetto dell'amnistia è limitata ai reati commessi a tutto il giorno precedente la data del decreto, salvo che questo stabilisca una data diversa

La concessione dell'amnistia può sempre essere sottoposta a condizioni o a obblighi

Art. 152 - Remissione della querela

La remissione della querela costituisce un caso di estinzione del reato

La remissione di querela NON può essere sottoposta a termini o a condizioni

Nei delitti punibili a querela della persona offesa, la remissione della stessa estingue sempre il reato

La remissione della querela è processuale o extra processuale

La remissione della querela extra processuale è espressa o tacita

Art. 153 - Esercizio del diritto di remissione. Incapacità.

Se il minore ultra quattordicenne manifesta la volontà contraria, la remissione di querela del genitore NON è valida

Il diritto di querela per i minori che hanno compiuto i 14 anni è esercitato dal minore stesso o, in sua vece, dal legale rappresentante

Art. 154 - Più querelanti: remissione di uno solo

Se la querela è proposta da più persone, il reato si estingue quando tutti rimettono la querela

Se più persone offese dal reato hanno presentato querela e solo una di queste l'ha rimessa, il reato non si estingue se non interviene la remissione di tutti i querelanti

Art. 155 - Accettazione della remissione.

La remissione di querela fatta a favore di uno soltanto fra coloro che hanno commesso il reato si estende a tutti, ma non produce effetti per chi l'abbia ricusata

Art. 156 - Estinzione del diritto di remissione

Il diritto di remissione della querela si estingue, con la morte della persona offesa dal reato

Art. 157 - Prescrizione. Tempo necessario a prescrivere

La prescrizione estingue il reato in un tempo non inferiore a sei anni, se si tratta di un delitto

Il termine ordinario di prescrizione per i delitti è corrispondente al massimo della pena edittale e comunque non inferiore a sei anni

Il termine di prescrizione per il reato consumato decorre dal giorno della consumazione

Il termine di prescrizione per il reato permanente decorre dal giorno in cui è cessata la permanenza

Art. 158 - Decorrenza del termine della prescrizione

Il termine della prescrizione decorre, nei reati punibili a querela, dal giorno del commesso reato

Il termine di prescrizione per il reato tentato decorre dal giorno in cui è cessata l'attività del colpevole

Art. 160 - Interruzione el corso della prescrizione.

Interrompe il corso della prescrizione del reato

  • il decreto di citazione a giudizio
  • il decreto di fissazione dell'udienza preliminare
  • l'interrogatorio reso davanti al pubblico ministero
  • la sentenza di condanna
  • l'ordinanza che applica le misure cautelari personali
  • interrogatorio reso dinanzi al pubblico ministero
  • invito a presentarsi al pubblico ministero per rendere l'interrogatorio
  • decreto di fissazione dell'udienza preliminare

Art. 162 - Oblazione nelle contravvenzioni.

L'oblazione si applica alle contravvenzioni

Al pagamento dell'oblazione da parte dell'imputato consegue l'estinzione del reato contravvenzionale

L'oblazione nelle contravvenzioni punite con la sola ammenda deve avvenire prima dell'apertura del dibattimento o prima del decreto di condanna

Il pagamento dell'oblazione nelle contravvenzioni, punite con pene alternative, può avvenire fino a prima dell'apertura del dibattimento

L'oblazione, nelle contravvenzioni punite con pene alternative, NON è ammessa nel caso di imputato contravventore abituale

L'oblazione NON costituisce un caso di estinzione della pena (ma del reato)

Estinguono il reato l'oblazione e la remissione di querela

Art. 162bis - Oblazione nelle contravvenzioni punite con pene alternative

L'oblazione nelle contravvenzioni punite con pene alternative comporta il pagamento di una somma corrispondente alla metà del massimo dell'ammenda stabilita per la contravvenzione commessa, oltre alle spese del procedimento

E’ ammessa l'oblazione per i reati puniti alternativamente con pene detentive o pene pecuniarie, ma solo per le contravvenzioni

Art. 163 - Sospensione condizionale della pena

La sospensione condizionale della pena nei confronti di persona di età superiore a 21 anni, ma che non abbia compiuto i 70 anni, può essere disposta con sentenza di condanna alla reclusione o all'arresto per un tempo non superiore a 2 anni

La sospensione condizionale della pena lascia la pena sospesa per 5 anni se la condanna è per delitto e 2 anni se la condanna è per contravvenzione

Il Codice Penale dispone che il giudice possa concedere la sospensione condizionale della pena soltanto se avuto riguardo alle circostanze indicate dall'art. 133 del Codice Penale, il giudice presume che il colpevole si asterrà dal commettere ulteriori reati

Se il reato è stato commesso da un minorenne, la sospensione condizionale della pena può essere ordinata quando si infligga una pena restrittiva della libertà personale NON superiore a 3 anni

Art. 164 - Limiti entro i quali è ammessa la sospensione condizionale della pena

La sospensione condizionale della pena rende inapplicabili tutte le misure di sicurezza, ad eccezione della confisca

Il giudice può concedere la sospensione condizionale della pena a chi ha riportato una precedente condanna a pena detentiva per delitto, a patto che la pena, cumulata a quella precedentemente sospesa, non superi i limiti previsti dall'art. 163 del Codice Penale

La sospensione condizionale della pena NON può essere concessa al contravventore abituale

Art. 166 - Effetti della sospensione

La sospensione condizionale della pena si estende alle pene accessorie

Art. 167 - Estinzione del reato

La sospensione condizionale della pena estingue il reato se, nei termini stabiliti, il condannato non commette un delitto, ovvero una contravvenzione della stessa indole e adempie gli obblighi impostigli

Art. 169 – Perdono giudiziale

Il perdono giudiziale può essere concesso al minorenne

È causa di estinzione del reato il perdono giudiziale per i minori degli anni 18

Art. 171 - Morte del reo dopo la condanna

La morte del reo dopo la condanna estingue in ogni caso la pena

La morte del reo è causa di estinzione sia del reato sia della pena

Art. 174 - Indulto e grazia

La grazia estingue la pena

La grazia NON estingue le pene accessorie, salvo che il decreto disponga diversamente

La grazia è una causa di estinzione totale o parziale della pena che riguarda una sola persona

La grazia condona, in tutto o in parte, la pena inflitta o la commuta in un'altra specie di pena stabilita dalla legge

L'indulto e la grazia possono commutare la pena in un'altra specie di pena

L'indulto è una causa estintiva, anche parziale, della pena

L'indulto costituisce una causa di estinzione della pena:

L'indulto condona, in tutto o in parte, la pena inflitta o la commuta in un'altra specie di pena stabilita dalla legge

Art. 175 – Non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale

Il Giudice può ordinare la non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale, se la pena detentiva non supera i due anni e la pena pecuniaria, ragguagliata a norma di legge e cumulata con la pena detentiva, priverebbe complessivamente il condannato a pena restrittiva della libertà personale per un tempo non superiore a 30 mesi

Art. 176 - Liberta condizionale

Il condannato a pena detentiva può essere ammesso alla liberazione condizionale se ha scontato almeno 30 mesi e, comunque, almeno la metà della pena inflittagli, qualora il rimanente della pena non superi i 5 anni

La liberazione condizionale è una causa di estinzione della pena

Art. 178 - Riabilitazione

A una persona contro cui sia stata pronunciata una sentenza penale di condanna straniera può essere concessa la riabilitazione in Italia, se la sentenza straniera è riconosciuta

La riabilitazione estingue le pene accessorie e ogni altro effetto penale della condanna, salvo che la legge disponga altrimenti

La riabilitazione del condannato è revocata di diritto se la persona riabilitata commette entro 7 anni un delitto non colposo per il quale sia inflitta la pena della reclusione non inferiore a 2 anni o un'altra pena più grave

Art. 179 - Condizioni per la riabilitazione.

All'interessato è concessa la riabilitazione quando egli abbia dato prove effettive e costanti di buona condotta

Art. 210 - Effetti della estinzione del reato o della pena.

L'estinzione del reato impedisce l'applicazione delle misure di sicurezza e ne fa cessare l'esecuzione

Art. 314 - Peculato

Se il pubblico ufficiale, che ha avuto per ragione del suo ufficio la disponibilità di una cosa mobile altrui, se ne è appropriato al solo scopo di farne un uso momentaneo e, dopo il detto uso, l'ha immediatamente restituita: è punibile con la reclusione da sei mesi a tre anni

Il pubblico ufficiale che si appropria di denaro altrui di cui ha la disponibilità in ragione del suo ufficio commette peculato

Il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria commette il reato di peculato

La pena edittale per il delitto di "peculato", in assenza di circostanze aggravanti o attenuanti, è della reclusione da 4 a 10 anni e sei mesi

Il delitto di peculato è perseguibile sempre d'ufficio

L'elemento oggettivo del peculato è costituito da una condotta di appropriazione di denaro o di altra cosa mobile altrui disponibile per ragioni di ufficio

Art. 315 – Malversazione ai danni dei privati

NON è più prevista dal Codice Penale la fattispecie del delitto di malversazione a danno di privati

Art. 316 - Peculato mediante profitto dell'errore altrui

Se il pubblico ufficiale, nell'esercizio delle sue funzioni, giovandosi dell'errore altrui, ritiene indebitamente per sé una somma di denaro commette il reato di peculato mediante profitto dell'errore altrui

Art. 316bis - Malversazione a danno dello Stato.

Commette il reato di “Malversazione a danno dello Stato” chi, estraneo alla Pubblica Amministrazione, avendo ricevuto finanziamenti dallo Stato diretti alla realizzazione di attività di pubblico interesse, non li destina a predetta finalità

Il delitto di "malversazione a danno dello Stato" riguarda le sovvenzioni statali, di altri enti pubblici o delle Comunità europee

La malversazione a danno dello Stato viene punita con la reclusione da sei mesi a quattro anni

Il soggetto attivo del reato di malversazione a danno dello Stato può essere chiunque purché estraneo alla P.A.

Art. 316ter - Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato

Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato è un delitto contro la Pubblica Amministrazione

Art. 317 - Concussione

Il delitto di concussione è compreso nei delitti dei pubblici ufficiali contro la Pubblica Amministrazione

Il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio è il soggetto attivo del reato di concussione

Il delitto di concussione è un delitto proprio del pubblico ufficiale e dell'incaricato di pubblico servizio

Il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro od altra utilità commette il reato di concussione

In base al Codice Penale, la condanna per i delitti di peculato e concussione importa l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, a meno che non risulti inflitta la reclusione per un tempo inferiore a tre anni

Art. 318 - Corruzione per un atto d’uffici

Il pubblico ufficiale che, per l'esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri, indebitamente riceve, per sé o per un terzo, denaro o altra utilità o ne accetta la promessa, commette il reato di corruzione per l'esercizio della funzione

Il pubblico ufficiale che, per compiere un atto del suo ufficio, indebitamente riceve denaro per un terzo, è perseguibile per il reato di corruzione per l'esercizio della funzione

Il reato di Corruzione per l'esercizio della funzione è commesso dal pubblico ufficiale, che, per l'esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri, indebitamente riceve da un terzo una retribuzione in denaro

Art. 319 - Corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio.

Il delitto di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio è un delitto contro la Pubblica Amministrazione

E’ un'aggravante specifica del delitto di "corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio": se il fatto ha per oggetto la stipulazione di contratti nei quali sia interessata l'amministrazione alla quale il pubblico ufficiale appartiene

Il delitto di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio può essere commesso anche da parte di un incaricato di pubblico servizio, ma la pena in questo caso è ridotta

Il fatto di particolare tenuità è una circostanza attenuante del delitto di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio

È una aggravante del reato di "corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio" l'avere commesso il fatto per il pagamento o il rimborso di tributi

Art. 319bis - Circostanze aggravanti

Viene aumentata la pena per il delitto di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, quando il fatto ha per oggetto la stipulazione di contratti nei quali sia interessata l'amministrazione alla quale il pubblico ufficiale appartiene

Art. 319ter - Corruzione in atti giudiziari

La corruzione in atti giudiziari è un delitto proprio del pubblico ufficiale contro la Pubblica Amministrazione

Art. 319quater – Induzione indebita a dare o promettere utilità

Il pubblico ufficiale che, abusando della sua qualità, induce taluno a promettergli indebitamente del denaro, è perseguibile per il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità

Il pubblico ufficiale che, abusando della sua qualità, induce il privato a consegnargli una somma di denaro per altri commette il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità

Art. 320 - Corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio

Il reato di "corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio" si può configurare anche nei confronti dell'incaricato di pubblico servizio, ma la pena è ridotta rispetto al reato commesso dal pubblico ufficiale

Art. 322 - Istigazione alla corruzione

Colui che offre o promette denaro o altra utilità non dovuti a un pubblico ufficiale o a un incaricato di un pubblico servizio per l'esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri commette il reato di

istigazione alla corruzione

Il reato di istigazione alla corruzione passiva si concretizza quando l'offerta o la promessa di denaro non dovuta è rivolta al Pubblico ufficiale o incaricato di un pubblico servizio

Chiunque è il soggetto attivo dell'istigazione alla corruzione

Se una persona offre del denaro a un pubblico ufficiale perché compia un atto del suo ufficio, ma questi rifiuta l'offerta, NON è applicabile l'art. 115 del Codice Penale, poiché la fattispecie di istigazione alla corruzione si perfeziona con la semplice offerta

L'istigazione alla corruzione è un delitto contro la Pubblica Amministrazione

Art. 322ter - Confisca

A seguito di condanna per il delitto di corruzione di persona incaricata di pubblico servizio, la confisca dei beni che costituiscono il profitto o il prezzo, se è possibile, deve sempre essere ordinata, salvo che appartengano a persona estranea al reato

I beni sequestrati nell'ambito dei procedimenti penali relativi ai delitti indicati dall'art. 322-ter possono essere affidati in custodia giudiziale agli organi della polizia giudiziaria, con eccezione del denaro e delle disponibilità finanziarie

Art. 323 - Abuso d’ufficio

Si configura reato d'abuso d'ufficio quando il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti

Risponde del delitto di abuso d'ufficio il pubblico ufficiale che, nello svolgimento delle sue funzioni, violando norme di legge, arreca intenzionalmente ad altri un danno ingiusto, qualora il fatto non costituisca un più grave reato

Se un pubblico ufficiale, abusando dei poteri inerenti alle sue funzioni, arreca ad altri un danno ingiusto, commette il delitto di abuso d'ufficio

Il vantaggio che si procura il pubblico ufficiale che commette abuso d'ufficio dovrà essere patrimoniale, per sé o per altri

L'abuso d'ufficio può essere commesso dal pubblico ufficiale o dall'incaricato di pubblico servizio

Il pubblico ufficiale e l'incaricato di pubblico servizio sono i soggetti attivi dell'abuso d'ufficio

Costituisce aggravante specifica del delitto di abuso d'ufficio la circostanza che il soggetto attivo abbia conseguito un vantaggio o provocato un danno di rilevante gravità

Nella fattispecie di abuso di ufficio è previsto il dolo intenzionale, generico

Il cittadino e la Pubblica Amministrazione sono soggetto passivi del reato di abuso d'ufficio

Il pubblico ufficiale che, nell'esercizio delle sue funzioni, omette di astenersi in presenza di un interesse proprio e procura ad altri un danno ingiusto, commette il reato di abuso di ufficio, se il danno è procurato intenzionalmente

Art. 323bis - Circostanza attenuante

Per i reati contro la P.A. commessi dai pubblici ufficiali è prevista un'attenuante nel caso di fatto di particolare tenuità

Costituisce attenuante specifica del delitto di abuso d'uffici se il fatto è di particolare tenuità

Il Codice Penale prevede che, se ricorre una circostanza attenuante e la diminuzione della pena NON è determinata dalla legge, alla pena dell'ergastolo sia sostituita la reclusione da venti a ventiquattro anni

Art. 326 - Rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio.

Il delitto di rivelazione di segreti d'ufficio è un delitto proprio dei pubblici ufficiali e degli incaricati di pubblico servizio

Il pubblico ufficiale o la persona incaricata di un pubblico servizio, che, violando i doveri inerenti alle funzioni o al servizio, o comunque abusando della sua qualità, rivela notizie di ufficio, le quali debbano rimanere segrete, o ne agevola in qualsiasi modo la conoscenza, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni

Art. 328 - Rifiuto di atti d’ufficio. Omissione

Il delitto di rifiuto di atti d'ufficio è un delitto proprio dei pubblici ufficiali e degli incaricati di pubblico servizio

Il delitto di "Omissione o rifiuto di atti d'ufficio" può essere commesso dall'incaricato di pubblico servizio

Il soggetto passivo del reato di rifiuto d'atto d'ufficio è la Pubblica Amministrazione

Art. 324 - Interesse privato in atti d'ufficio

Il delitto di interesse privato in atti d'ufficio è stato abrogato

NON è attualmente previsto dal Codice Penale: interesse privato in atti d'ufficio

Art. 329 - Rifiuto o ritardo di obbedienza commesso da un militare o da un agente della forza pubblica

Il militare o l'agente della forza pubblica rifiuta o ritarda indebitamente di eseguire una richiesta fattagli dall'Autorità competente nelle forme stabilite dalla legge

Se il militare, o l'agente della forza pubblica, rifiuta o ritarda indebitamente di eseguire una richiesta fattagli dall'Autorità competente nelle forme stabilite dalla legge la pena prevista è quella della reclusione fino a due anni

Art. 334 - Sottrazione o danneggiamento di cose sottoposte a sequestro disposto nel corso di un procedimento penale o dall’autorità amministrativa

Danneggiamento di cose sottoposte a sequestro disposto dall'autorità amministrativa NON è un delitto dei privati contro la Pubblica Amministrazioni

Art. 335 - Violazione colposa di doveri inerenti alla custodia di cose sottoposte a sequestro disposto nel corso di un procedimento penale o dall’autorità amministrativa

L'articolo 335 del Codice Penale non prevede attenuanti specifiche per il delitto di violazione colposa di doveri inerenti alla custodia di cose sottoposte a sequestro disposto nel corso di un procedimento penale o dall'autorità amministrativa

Art. 337 - Resistenza a un pubblico ufficiale

Si configura il reato di resistenza a pubblico ufficiale quando chiunque usi violenza o minaccia per opporsi a pubblico ufficiale o ad un incaricato di pubblico servizio, mentre compie un atto d'ufficio o di servizio, o a coloro che prestano assistenza

Il comportamento oppositivo, nel reato di resistenza a pubblico ufficiale, deve essere contemporaneo allo svolgimento dell'attività funzionale del pubblico ufficiale

Art. 361 - Omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale

Il pubblico ufficiale che ometta di denunciare all'Autorità Giudiziaria un reato perseguibile d'ufficio di cui ha avuto notizia nell'esercizio delle sue funzioni, è punito con la reclusione, se il colpevole appartiene alla Polizia Giudiziaria, solo la multa negli altri casi

Art. 476 - Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici

La "falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici" è un delitto

Art. 479 - Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.

Commette il reato di falsità ideologica il pubblico ufficiale che, nell'esercizio delle sue funzioni attesta falsamente che un fatto è stato da lui compiuto o è avvenuto alla sua presenza

Art. 571 - Abuso dei mezzi di correzione o di disciplina.

Chi abusa dei mezzi di correzione o di disciplina in danno di una persona sottoposta alla sua autorità, o a lui affidata per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, ovvero per l'esercizio di una professione o di un'arte, è punito con la reclusione fino a sei mesi, se dal fatto deriva il pericolo di una malattia nel corpo o nella mente

Art. 581 - Percosse

Il reato di percosse NON è procedibile d'ufficio

Art. 606 - Arresto illegale

Per il delitto di "arresto illegale" commesso dal pubblico ufficiale, non sono previste aggravanti specifiche

Art. 594 – Ingiuria

Il pubblico ufficiale che ometta di denunciare all'autorità giudiziaria il reato di ingiuria, di cui ha avuto notizia nell'esercizio delle sue funzioni e in relazione al quale non é stata proposta querela, NON commette il reato di omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale, in quanto il reato di ingiuria è punibile a querela della persona offesa

Art. 615 - Violazione di domicilio commessa da un pubblico ufficiale

La "violazione di domicilio commessa da un pubblico ufficiale", così come disciplinato dall'art. 615 del Codice Penale, è un delitto proprio del pubblico ufficiale

Nozione varie

Il reato è detto plurisoggettivo se può essere commesso esclusivamente da una pluralità di persone

Il termine per l'estinzione della pena, nel caso in cui il condannato si sia sottratto volontariamente all'esecuzione della pena già iniziata, dal giorno in cui il condannato si è sottratto all'esecuzione della pena già iniziata

I reati che si esauriscono nel solo mancato compimento dell'azione dovuta si definiscono reati omissivi propri

I reati omissivi propri si esauriscono nel solo mancato compimento dell'azione dovuta

La concessione della liberazione condizionale è subordinata all'adempimento delle obbligazioni civili derivanti dal reato, salvo che il condannato dimostri di trovarsi nell'impossibilità di adempierle

La morte del querelante NON estingue il reato per il quale avesse in precedenza presentato querela

La pena dell'incapacità di contrattare con la Pubblica Amministrazione comporta il divieto di concludere contratti con la Pubblica Amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio

La sospensione del corso della prescrizione del reato ha effetto per tutti coloro che hanno commesso il reato

L'elemento oggettivo del reato è costituito da condotta ed evento

L'estinzione del reato o della pena NON importa l'estinzione delle obbligazioni civili derivanti dal reato, salvo le eccezioni indicate dalla legge

L'estinzione del reato impedisce l'applicazione delle misure di sicurezza e ne fa cessare l'esecuzione

L'interdizione dagli uffici direttivi delle imprese consegue a ogni condanna alla reclusione non inferiore a sei mesi per delitti commessi con abuso dei poteri

L'ordine di non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziario è revocato se il condannato commette successivamente un delitto

Nel concorso di una causa che estingue il reato con una causa che estingue la pena, prevale la causa che estingue il reato, anche se intervenuta successivamente

NON costituisce circostanza aggravante comune l'aver agito per motivi di particolare valore morale o sociale

NON costituisce un caso di estinzione del reato la morte del reo dopo la condanna

Per la legge penale è pubblico ufficiale colui che esercita una pubblica funzione legislativa o giudiziaria o amministrativa